Quando parliamo di cartoni animati parliamo anche di messaggi, di riflessioni che vengono servite agli occhi giovani e inesperti dei bambini.
Ovviamente i cartoni, così come ogni altro tipo di comunicazione, riflettono lo spirito del proprio tempo, e sono uno specchio interessante nel quale guardare e chiederci «chi siamo?».
Le storie che raccontiamo parlano sempre un po’ di noi.
Himheros ha analizzato queste storie, questi personaggi, e ha riportato i risultati di questa «anatomia cartoon» all’interno di due box di approfondimento contenuti nel suo libro, denominati Toon box vol.1 e vol.2.
Il succo? I bambini (e tutti quelli che, come me, alle 14.30 non si perderebbero la puntata di Dragon Ball per niente al mondo) sono bombardati da una serie di messaggi, linguaggi, corpi e ruoli.
Vitini da vespa, seni enormi strizzati in top super aderenti, tacchi, pose da lap dancer professioniste, vedi le Winx, ragazzi che hanno sempre il controllo della situazione – e anche della propria fascia addominale. Personaggi perfetti nei quali bambini e bambine imparano a riconoscersi e per molti versi, a non ritrovarsi. Dall’altro lato esistono anche cartoni animati che parlano di imperfezioni, di libera espressione di sé stessi, esempi molto interessanti sono Lady Oscar, Ranma 1/2 e Sorriso d’argento … ma come scegliere da che parte guardare? Sicuramente il mondo fuori dal piccolo schermo e la famiglia giocano ancora un ruolo fondamentale. E la censura non piace a nessuno.
Il dialogo con genitori e amici è come sempre un mattone fondamentale sul quale costruire la propria personalità, per capire la linea che divide realtà e gioco.



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