Gli abitanti dei Paesi nordici sono più ecologici di noi e usano spesso la bicicletta al posto dell’auto. Non è una leggenda, è vero. Sarà una questione di cultura o, magari, dipende dal fatto che le infrastrutture permettono di muoversi in bici senza rischiare in continuazione di schiantarsi. Zone a traffico limitato, rispetto nei confronti dei ciclisti e piste ciclabili larghe, ben asfaltate, che portano davvero da qualche parte e non si interrompono invece nel vuoto come succede in Italia sono gli elementi basilari che rendono spostarsi in bici in una qualsiasi capitale nordeuropea assolutamente più piacevole rispetto a farlo sulla circonvallazione esterna di Milano, giusto per fare un esempio. E funziona, perché la gente pedala davvero, con ovvi vantaggi per tutti, dalla salute fisica a quella… mentale. Basterebbero pochi accorgimenti perché, piano piano, la mentalità cambi anche qui.
Per capire quello che intendo basta prendere l’esempio della Norwegian energy company Statoil ASA, che ha installato delle stazioni di riparazione biciclette nei suoi distributori di benzina a Copenaghen.
Ripeto: vendono benzina e offrono la possibilità di sistemarsi gratuitamente la bicicletta nei loro distributori.
In Italia una’idea del genere verrebbe considerata al pari di tirarsi la zappa sui piedi. La gente non va in bicicletta, preferisce la comodità dell’auto e la cosa non dispiace a nessuno: nella città eletta più ciclista di tutto il Paese, Mestre in provincia di Venezia, hanno appena finito di costruire un tram con una monorotaia pericolosissima per le bici che ha già causato diversi incidenti senza, ovviamente, convincere chi usava l’auto a mollarla per i mezzi pubblici. Altro che stazione di riparazione gratuita per le bici.
Fotografie: courtesy Copenhagenize



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