/Cowbird: arriva lo psico-social

Il nuovo social network di Jonathan Harris: come curare le sindromi di guerra bypassando Freud

Ora posso dirlo a ragione: anche mia nonna ha finalmente il social network per lei, Cowbird.

Il prode Jonathan Harris a giudicare dal suo sito è davvero appassionato di social network ed è stato profondamente colpito da una recente ricerca che spiega come i soldati americani siano afflitti dalla sindrome di guerra. Per questo Jonathan ha deciso di fare una cosa molto patriottica creando un social network per loro, una piattaforma per sfogarsi, Cowbird.

La ricerca che ha ispirato Cowbird ci illustra come nella storia delle sindromi di guerra (scoperte da Freud a seguito del primo conflitto mondiale) si sia trovato un nodo fondamentale: i soldati odierni non hanno la possibilità di metabolizzare il lutto, non ne hanno il tempo. I soldati i greci invece, non soffrivano di questi disturbi in quanto avevano la possibilità di narrare tra di loro gli orrori visti e quindi esorcizzare le paure a loro legate.

Una grande idea quella di Jonathan dunque, se contiamo che diamo la possibilità ai soldati di bypassare le visite specialistiche necessarie e che danno a noi l’opportunità di leggere altri racconti sulle gesta dei soldati, come se non fossero abbastanza quelle già diffuse.

Insomma, i soldati americani non avranno più bisogno di uno psicologo e soprattutto mia nonna saprà finalmente a chi raccontare la sua vita. Sì perché, ovviamente, Cowbird ha tenuto questo legame con il suo pubblico per poco tempo. Ora è possibile per ognuno di noi scrivere delle storie, drammatiche o meno, sul social network. E quindi via al successo di un sito nato da un’idea discutibile e sviluppatosi in un progetto diciamo non molto innovativo se pensiamo che i blog dove è possibile fare la stessa identica cosa esistono da moltissimi anni ormai.

Va bene condividere le idee con gli altri, ma per farlo sembra che stiamo cercando di far fare a meno, ai fruitori del web, di una possibilità di incontro personale.


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