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L'ispirazione anti multinazionalista dei fanzinari nasce all'inizio del 900

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I Crass

Dopo Sniffin’ Glue facciamo un salto indietro nel tempo in questo viaggio nell’estetica e nel mondo delle fanzine, per capire dov’è nata l’ispirazione.
Direi che senza ombra di dubbio che gli antesignani delle estetiche, ma a volte anche dei contenuti strampalati, delle fanzine contemporanee, possano dirsi i movimenti artistici dei primi del 900, ovvero il Dadaismo e il Futurismo, per poi fare un salto di alcuni decenni per cadere a piè pari negli anni 60 nella filosofia Beat e nella corrente del Fluxus.

Sia la grafica che il concetto delle parole in libertà che contraddistinguono sia il dada che il futurismo, sono una fonte di ispirazione fortissima e una fonte di rottura con le estetiche imperanti nelle varie epoche in cui questi modelli estetici ( anche se il termine stride con il concetto classico di estetica) sono stati attivati e dove il linguaggio grafico delle fanze punk ne ha attinto a piene mani… stessa cosa da quello che sono i linguaggi visivi del Beatnick che con l’uso delle macchina da scrivere nella scrittura creativa (vedi Kerouack che scrive la versione originale del suo romanzo più famoso, On The Road, su un rotolo di carta senza interruzioni di pagine ) che nell’uso dei caratteri di stampa e delle parole nel linguaggio del Fluxus che diventano parte integrante dei vari supporti visivi che questo movimento usa per colloquiare con il fruitore.
Un gruppo che attinge dal Fluxus ma anche dall’estetica dalle grafiche suprematiste russe e dal collage dadaista è la band anarco-punk inglese dei Crass che, unendo anche una buona dose di movimento anarcoide già ben presente nel suo Dna, dà vita a un’estetica molto interessante ed esprime una lotta contro il mainstream (anche contro le band come i Clash che avevano firmato per major discografiche ). Così facendo non solo ridefinisce i contorni dell’estetica punk ma stravolge anche la sostanza stessa della filosofia punk.
Gee Vaucher, talentuosa e poliedrica artista, crea per i Crass un mondo fatto di corrosivi collage e cover sleeve in bianco e nero che ancor oggi sono imitate nello stile da chi vuole ottenere un effetto raw-alternativo.

La lotta al sistema creato dagli stati banca e dalle multinazionali è stata viva fin oltre la fine degli anni 70, specie nella comune dei Crass, su cui l’anno scorso si è tenuta una mostra presso il bookstore Boo-Hooray di New York.


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