/Le r del mix Festival

Un weekend ricco di r: tra corti e lunghi, una prima sbirciata al Mix Festival

Il ventiseiesimo Mix festival di Cinema gay, lesbico e queer culture non ha deluso le aspettative. Così, senza pensarci troppo, ho deciso di raccontarlo tramite parole chiave che iniziano con la lettera R.
La prima fra tutte è Ridere: situazioni paradossali e ricche di sano, amaro, gustoso a tratti erotico divertimento. Quel genere di risate che ridimensionano i problemi, li rendono più a misura d’uomo e che lasciano la speranza che, un giorno, tutto possa trovare un suo equilibro. È impossibile, ad esempio, non sorridere guardando il corto El Nido Vacio, dove una madre è più preoccupata per il presunto pene enorme del figlio che non per la sua omosessualità. Oppure, in Skallamann, nel momento della dichiarazione shock di un figlio ai suoi genitori: «ho baciato un uomo calvo!» e la madre «Non potevi sceglierlo con i cappelli?». Sorrisi romantici e di speranza accompagnano, invece, la visione di Home Coming- The Equal Marriage Film che racconta la proposta di matrimonio di un soldato che torna dalla guerra al suo compagno che lo aspetta felice e sorridente. Risate grasse e compiaciute vedendo come nel mondo al contrario di Julekveld, una madre transessuale si infuria il giorno di natale quando il figlio maschio le presenta una donna biologica come sua fidanzata. E infine, guardando What Are You Looking At?  in cui un travestito rimane bloccato in ascensore con una donna niqab e i due finiscono per ridere delle loro stranezze (un po’ l’abbiamo sempre desiderato tutti). La donna si prova la parrucca del travestito, il travestito indossa il burqa… e finalmente l’ascensore si apre rivelando il padre della donna, allibito e messo davanti all’ironia (mista a stupidità) della vita e delle tradizioni.

Ricordare, è indubbiamente la seconda: ricordi di quante seghe (mentali) ci siamo fatti prima di dichiararci ai nostri genitori (Komma ut), ricordi dell’esperienza con una ragazza a caso per non accettare di aver desiderato un bacio dal ragazzo che abbiamo avuto sempre al nostro fianco (Frozen Roads); ricordi degli sguardi, della curiosità mista a voglia di scoprire il corpo dell’uomo… e quale occasione migliore di un bagno turco (Steam is Steam)? Ricordi/Rimpianti di non averlo detto prima, di continuare a mentire, magari omettere o addirittura voler guarire, come racconta la storia Jimmy in The Man That Got Away.

Riflettere: anche se spesso genera Rabbia, come nel caso del corto Dicen, in cui a fare da colonna sonora alle angherie da parte di bulli verso un bambino e una ragazzina disadattati sono le voci dei compagni di classe che sparlano di loro. Insulti e giudizi, che possono portare, tuttavia, a gesti coraggiosi come baciare il bullo che ti blocca al muro per picchiarti, davanti a tutti. Ma anche fuggire e suicidarsi, come nel caso del protagonista. Riflessioni che ci portano a capire quanto falsi possano essere i rapporti quando non si è in pace con se stessi, quanto un matrimonio può essere falso e quanto è vero che una parola in più può distruggere la vita perfetta che ci siamo costruiti. È quanto avviene in House For Sale, in cui un uomo, seppur per un ironico sbaglio, rivela alla moglie che da tempo ha una relazione con un travestito. Riflettendo, infatti, capiamo che la scelta migliore è decidere di essere felici anche dopo aver subito ferite, non solo sentimentali ma anche fisiche, come in Prora in cui due adolescenti scoprono di piacersi e fanno sesso. Uno è felice, l’altro… anche, nonostante un primo moneto di paura mista a rabbia e smarrimento. Oppure come in Wilding in cui la difficile scelta è quella di restare in carcere per proteggere il proprio amore.

I lungometraggi di questo weekend sono stati seguiti e applauditi, nonostante la partita dell’Italia, con molto interesse (e vi assicuro che non è affatto vero che tutti i gay non amano il calcio… è stata molto seguita! Forse per i calciatori, non so).
Il primo, quello di apertura, è stato North Sea Texas di Bavo Defurne. La trama è sulla guida del Mix, chi l’ha visto la conosce già. Direi che è importante sottolineare che è stato pluripremiato, vincitore a Montreal del Fipresci International Award e al Festival Internazionale del Film di Roma. Le r del film, a mio parere, sono Ringraziare, per ciò che NON abbiamo, perché sarà più dolce ottenerlo; Ricordare da dove veniamo… ma costuire sempre la propria vita; (non)Rassegnarsi mai, perché abbiamo forza e siamo capaci di Ridere davanti al pregiudizio e alle difficoltà.

Il secondo è Weekend di Andrew Haigh. Glen e Russell, come me o tutti gli altri che hanno vissuto quel weekend che sarà capitato a tutti noi almeno una volta. Quell’amore immaginato, idealizzato o anche vero, chi lo sà. Ma possiamo anche Rilassarci: tanto è solo un weekend, e ce ne saranno tanti (spero) nelle nostre vite.

Vince, con approvazione di molti, il film proiettato domenica sera: Notre Paradis di Gaël Morel che è stato ospite al Mix e che prima della proiezione ci ha dato un’importante lettura del film: guardarlo come se fosse una sorta di Bonny and Clide, un film che oscilla tra amore e criminalità. Effettivamente non è uno di quei classici film gay che hanno un lieto fine. I protagonisti vivono un amore malato ma intenso, privo di regole ma fedele nel sentimento. Un film che fa Riflettere sui compromessi che spesso, per amore o egoismo, decidiamo di  adottare; un film che suscita Rabbia, nei confronti dei protagonisti, ma Rispetto verso il loro amore.

Credo di essere stato più che prolisso, ma come è ben chiaro, quando si parla di frodiate come dice sempre Diego Passoni, non mi stanco mai di argomentare, sognare, sperare, perché è il mio personale contributo per sostenere la tolleranza e il rispetto verso tutti. Continuerò a seguire il Mix e sicuramente ci saranno tante altre R da Raccontare.


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