La società attuale, definita dei consumi, ci vuole sempre attenti e ricettivi a nuove realtà, nuovi prodotti, nuovi bisogni. E non si tratta, ovviamente, di bisogni primari, beni necessari, ma necessità indotte, bisogni creati ad hoc tramite messaggi subliminali, processi lunghi e complessi, opere invisibili di cui però percepiamo i risultati.
Ora questo tipo di società è in crisi anche perché ci ha abituati a una realtà lontana dalla bellezza e dalla funzione. Come spiega Riccardo Blumer nella prima conferenza organizzata nell’ambito del progetto di ricerca IED For Future, solo rimettere l’uomo al centro della progettazione e imparare nuovamente a capire il funzionamento degli oggetti, a studiare il perché delle cose, potrà salvare la società futura.


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