Nell’epoca dell’alta definizione e del 3D c’è chi non dimentica il fascino senza tempo dell’analogico. Non per rifiuto a priori della tecnologia, ma per ricordare o far conoscere da dove vengono cose che vediamo ogni giorno, come la fotografia o il cinema, e ri-abituare l’occhio ad una visione più naturale e umana.
Questo è il caso di Sottosopra, fusione di immagini ed interni in penombra, basata sul principio ottico della camera oscura, secondo il quale un fascio di luce entra attraverso un piccolo foro in una stanza buia e proietta sulla parete opposta l’immagine capovolta della realtà esterna.
Ad opera del designer Yasushi Matsumoto, l’installazione si è svolta presso la Triennale di Milano dal 17 aprile al 22 aprile in occasione del Salone del Mobile 2012. Egli ha lavorato per due anni per la Canon insieme al gruppo Lab.i.r.int per sperimentare la penombra come sistema che può stabilire una nuova relazione tra lo spazio interno e l’ambiente circostante.
Le immagini hanno bisogno del buio per poter esistere. Così il mondo, un mondo dai contorni sfumati, può manifestarsi in tutta la sua misteriosa complessità. Luce/ombra, sopra/sotto, dentro/fuori, moto/quiete: attraverso queste coppie d’opposti prende forma una realtà che non siamo abituati a vedere.
Nelle pareti sono inserite delle sfere in vetro piene d’acqua, che funzionano come se fossero gli obiettivi di un’enorme macchina fotografica. L’immagine prodotta è proiettata su alcuni pannelli di plastica opaca. Così, in tempo reale, si vede ciò che accade fuori dall’installazione. Il mondo esterno ci viene mostrato da un punto di vista diverso, grazie a questa prospettiva ribaltata.



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