Sembra che siano timidi fuochi d’artificio a scoppiettare all’inizio del pezzo intitolato Kreukeltape di Machinefabriek, il quale ha dato origine al video Unnamed Soundsculpture.
Porta quindi con se una scia di ambient e industrial dritto dritto dal nebbioso universo musicale olandese il progetto di Daniel Franke & Cedric Kiefer, che è stato realizzato per il festival imPulTanz di Vienna, celebrazione originaria del 1982 in onore al mondo della danza.
Il risultato? Un connubio poetico tra umano e tecnologico.
Il soggetto è una scultura in movimento, che parte dai dati registrati in base ai movimenti di una reale danzatrice.
Vengono usate tre telecamere di profondità (Kinect), che reagiscono anche al suono, sostenendo l’imitazione fisica, e l’intersezione delle immagini viene lavorata attraverso il programma 3D Studio Max.
Non esiste alcuna limitazione di prospettiva e le versioni del video sono infinite. Il sistema di renderizzazione scelto si chiama Krakatoa, e fa sembrare ogni movimento come uno spostamento continuo di piccole masse sabbiose.
Lo sfrigolio è malinconico, un costante movimento in eterno divenire, e ancora di più lo si può apprezzare nel suggestivo video del Making Of.


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