Tutti a Londra
Victor Leopardo è l’alterego di un ragazzo che, dalla provincia e con una laurea in lettere sottobraccio, si è catapultato a Milano, nel variopinto e schizofrenico mondo della moda.
Parallelamente ha creato una pagina facebook in cui pubblica vignette satiriche disegnate con paint.
Il protagonista di queste vignette è Victor Leopardo appunto, con i suoi dialoghi/monologhi.
L’intenzione è quella di esprimere la sua visione dei piccoli universi con i quali si interfaccia ogni giorno: Milano, il fashion, le donne, la famiglia, il futuro, e anche Dio.
Non usa virtuosismi pittorici il caro Victor, il linguaggio visuale è semplice, ma maledettamente efficace, il fenomeno delle Troll Faces insegna.
Oltre al numero cospicuo di fan, può vantare la collaborazione con Carne, un progetto editoriale che indaga sulla dimensione attuale del desiderio sessuale, recentemente presentato tra mostre e concerti, la cui copertina è stata curata da Jacopo Benassi.
Schietto, esistenziale, razzista, pornografico, indelicato, dalla comicità alle volte amara; Victor ci becca in pieno, sia quando prende in giro qualsivoglia categoria sociale, sia quando si autorappresenta, con i suoi ricci d’oro, lo spazio fra i denti e l’animo di uno scrittore che emoziona ma non si vuole prendere troppo sul serio.
Poi si fa strada il lato romantico e nostalgico, con i post-it che raccontano la paura della stabilità, disegnati a matita ed evidenziatore scarico, i fumetti photoshoppati di storie d’amore adolescenziali e inconcluse, e lo scanner cattura la malinconia di fogli scritti a mano, spiegazzati, insoddisfatti come gli interrogativi sul futuro più che mai traballante.
Questi album sono lo specchio di una generazione e di un mondo, ma più che descriverli, bisognerebbe leggerli.
Enjoy it.



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